Buio in sala

Solo quella piccola luce là in fondo…gira la pellicola. E tu sei seduto, nell’oscurità, pronto ad immergerti in un altro mondo, diverso da quello di tutti i giorni. Un mondo di cui tu puoi essere l’eroe, il protagonista…

Avventure, passioni, amori  infelici, guerre, o spazi alieni.

Realtà, fantasia…

Questa è la magia del cinema.

Perché vai al cinema? Ci hai mai pensato?
Proprio per vivere un’altra vita. Per due ore hai la possibilità di distrarti, o anche di riflettere, di provare sentimenti e passioni che non provi nella vita di tutti i giorni;  puoi ridere, piangere, emozionarti, e forse anche scaricare aggressività e sentimenti negativi.

Ora facciamo una prova.
Dimentichiamoci tutti i mezzi tecnici moderni che regista, sceneggiatore, attori hanno a disposizione.
Che cosa resta? Una storia, la rappresentazione di eventi che non sono accaduti, ma che potrebbero accadere.

Senti come il filosofo Aristotele definisce la tragedia. Ci troverai esattamente le cose che abbiamo detto. “Tragedia è dunque mimesi  (cioè rappresentazione) di un’azione seria e compiuta in se stessa, con una certa estensione; […]; in forma drammatica e non narrativa; la quale, mediante una serie di casi che suscitano pietà e terrore, ha per effetto di sollevare e purificare l’animo da tali passioni.” Aristotele, Poetica, 6, in Opere, a cura di G.Giannantoni, Roma-Bari, 1973.)

Vedi: la rappresentazione, la forma drammatica (come in un film, e diversamente da un romanzo), la possibilità di  vivere emozioni e scaricare paure, ansie, tensioni.

Sai quando è nato questo modo di divertirci?
Questa esigenza, da parte dell’essere umano, di mettere in scena la propria vita, di rappresentare se stesso in momenti allegri e in momenti tristi?


Anche di questa meravigliosa invenzione siamo debitori alla Grecia, e precisamente alla polis di Atene nel VI e V secolo a.C.
Non c’è dubbio: furono i Greci, per primi, a creare una forma di spettacolo che rappresentasse l’esistenza umana in tutta la sua complessità.

Così nacquero la tragedia e la commedia; la prima seria, densa di riflessione. La seconda beffarda, irridente, piena di allusioni sessuali, ma non per questo priva di impegno politico e morale.

Il teatro greco è questo, e molto altro.

E’ una occasione di divertimento e di incontro tra persone, ma è anche un rito, un fenomeno religioso e politico.
E’ una possibilità che viene offerta dallo stato anche ai cittadini più poveri, nella convinzione che vedere uno spettacolo sia un arricchimento  personale e culturale.
E’  un mezzo per educare anche gli adulti, proponendo la discussione sulle tematiche più attuali della polis; dalla nascita delle leggi, alla democrazia, alla guerra. “Per i bambini c’è la scuola, per gli adulti ci sono i poeti” , diceva il commediografo Aristofane. Doveva essere molto bello andare a questa scuola: i voti li davi tu…

Seguici…proveremo a spiegarti tutto questo.

 

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2 risposte a “Buio in sala”

  1. Johnb19 ha detto:

    I loved your blog article. Really Cool. abddbceedgdd

  2. Simona ha detto:

    Mi piace. Confesso che non ne avevo mai visto uno prima ma e’ l’idea e’ stimolante e coinvolgente. Ci proviamo? Siiiii

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