Il primo stasimo dell’Antigone

antigone

Qui il primo stasimo e diverse traduzioni contrastive

 

Una rilettura moderna: a te la parola!

13 risposte a “Il primo stasimo dell’Antigone”

  1. Guendalina Cilli ha detto:

    Test creativo ispirato in chiave moderna al primo stasimo dell’Antigone.

    “Che cosa fai di bello?”
    “Chatto con i miei amici, nonna.”
    La risposta è pronunciata da un adolescente troppo impegnato a fissare lo schermo del PC per girarsi verso la sua interlocutrice.
    “Perché non esci con i tuoi amici, che è una giornata così bella?”
    Il ragazzo scuote la testa e sbuffa. Vorrebbe tanto che quella vecchia, troppo apprensiva e assillante, lo lasciasse in pace.
    La donna sospira, si siede sul divano e tace. Ma non può fare a meno di pensare a quando se volevi parlare con qualcuno, dovevi andare sotto la finestra di casa sua e chiamarla a gran voce, perché scendesse da te. Quando non c’era il telefono in casa- perché il telefono era un lusso da ricchi- e l’unico del paese era quello della tabaccheria. E per comunicare con le persone lontane si scrivevano lettere che impiegavano mesi ad arrivare.
    No, ora esiste la posta elettronica. Le e-mail come le chiama il nipote.
    “Sai, quand’ero bambina…” esordisce nel tentativo di fargli comprendere che tutte le comodità di cui si circonda, a cui tiene tanto, non sono sempre esistite. Ma il ragazzo non ha alcuna voglia di ascoltare storie di tempi passati e la zittisce.
    “Non ora, nonna, ti prego!”
    E alla vecchia non resta che fissare la schiena dell’adolescente e tacere, come le è stato ordinato, pensando a quanto sia cambiata la vita in pochi decenni.
    Da bambina, il mondo aveva i confini del paese in cui è cresciuta e solo prendere il treno significava intraprendere un viaggio verso l’ignoto… Ora suo nipote passerà le vacanze estive in un campo scuola dall’altra parte dell’oceano e ne parla come se l’America fosse dietro l’angolo!
    Una volta nella sua casa non c’erano né televisione né telefono né tantomeno il computer, quell’aggeggio da cui il ragazzo non si separa mai.
    E si poteva persino morire di malattie oggi considerate leggere perché c’era la povertà, le medicine costavano e i bambini crescevano deboli e storti.
    Sì, le cose sono cambiate radicalmente dal passato, così velocemente che quasi, se solo ci si pensa, si viene travolti. E ci si chiede, dove porterà questa corsa folle, guidata dal vessillo del “Progresso”.
    Se lo chiede anche la donna, ogni giorno, a vedere il nipote sempre più immerso in un universo di modernità e tecnologia. Ma, soprattutto si chiede, se davvero tutta questa modernità renda gli uomini più felici, se non rischi piuttosto di imbrigliarli in una fredda gabbia di vetro.
    Signora, è l’ultimo ritrovato della medicina, si fidi!
    Allora perché suo marito era morto tra atroci sofferenze, quando le avevano assicurato che l’operazione era priva di rischi? Che l’avrebbe guarito dalla malattia?
    No, più ci pensa, più si convince che ci sia qualcosa di sbagliato. Forse gli uomini dovrebbero fermarsi un attimo a riflettere, capire che esiste un confine che non andrebbe superato.
    “Sai nonna, oggi è l’anniversario del primo uomo sulla Luna!”
    La voce del nipote la sottrae ai suoi pensieri.
    Già se lo ricorda anche lei quel giorno. E come dimenticarselo?
    Mamma, ce l’hanno fatta. L’hanno detto poco fa alla radio! Sono sulla Luna
    Le era caduta la tazza di mano. L’uomo sulla Luna? Sulla Luna!
    Possibile? E cos’altro poi?

  2. Elena Ceccotti ha detto:

    Ironica trasposizione del I stasimo dell’Antigone rapportato all’odierna società

    Molte sono le cose mirabili, ma nessuna, nessuna lo è più dell’uomo: l’uomo che attraversa il mondo mediante il semplice click di un minuscolo mouse, che sfreccia nel cielo più veloce del vento, che raggiunge la luna sospeso nello spazio, che dovesse pure la terra esser arida, si nutre di OGM facendosi beffe della fame, alla faccia della carestia.

    L’uomo pieno d’ingegno domina terra, mare e cielo: si estinguano pure gli uccelli, il mare rimanga spopolato, tanto più importante è che piatti straripanti sushi alimentino le casse di imprenditori senza, è il caso di dirlo, peli sullo stomaco.
    Che il WWF continui a propagandare le sue campagne per la salvaguardia delle specie a rischio: i tori continueranno a “sfilare” nelle corride per il divertimento di grandi e piccini (e quelli meno atti a sopportare grida, telecamere e drappi rossi agitati al vento verranno soppressi, senza alcun problema di coscienza), i cavalli correranno instancabili sotto il giogo di scommesse, rinvigoriti da droghe, verso ripida morte.

    L’uomo ha appreso parola e pensiero, e, dopo averli appresi, ha volontariamente deciso di abbandonarli: è così che si deve considerare chi non manca mai, nemmeno per errore, di trattenere sulle labbra i congiuntivi. Il rifiuto di utilizzare questo modo verbale, infatti, non è sintomo di sbadataggine o scarsa cultura, quanto di libera scelta: quella di sentirsi parte integrante di una comunità. Non bisogna dimenticarsi, infatti, l’innata necessità che gli uomini hanno di riunirsi, di comportarsi da animale politico, che si adegua in tutto e per tutto alla massa: la televisione, veicolo di civiltà, si propone come fattore coesivo delle stesse comunità. E quanti congiuntivi avete mai sentito pronunciare dai presentatori?

    L’uomo è sempre pronto a favorire il cambiamento, il progresso, sicché senza angoscia ha accolto gli straordinari effetti (mirabili quasi quanto lui stesso!) provocati dall’inquinamento sul clima, in particolare sulle stagioni: non spaventano l’uomo né caldo, né freddo, dal momento che non si sa più quali temperature aspettarsi né in quale periodo, e che mentre gli scienziati, allarmati, vaticinano che il surriscaldamento globale distruggerà questa sua terra, c’è chi a tal punto non teme il futuro da dirsi tranquillamente disposto a sopportare sole, mare e tintarella nel corso dell’intero anno, in vista di temperature tropicali perenni.

    Solo la morte lo può fermare; ma la morte è tanto lontana, e le malattie inguaribili sempre minori: il progresso ha portato alla luce sempre nuove medicine e rimedi, così che egli possa bere e fumare a dismisura senza conseguenza alcuna.
    Senza patria non è più nessuno, giacché la globalizzazione rende gli uomini tutti uniti: anzi, senza patria sia colui chi fa il tifo per una squadra diversa dalla mia.

    L’uomo, dunque, l’essere più straordinariamente meraviglioso e terribile, può volare fino alla luna, materialmente, con il cuore o con il pensiero; e allo stesso modo (o quasi) può intonare il coro degli ultrà, peana di tifosi pronti a uccidere e sfidare a loro volta la vita, in onore di principi radicatisi tristemente, ai giorni nostri, quanto quelli che, un tempo, costituivano la pietas: quelli della violenza, e del fanatismo.

  3. Laura Piccina ha detto:

    Testo poetico rielaborazione del I stasimo dell’Antigone

    In rauchi cori oggi
    esprimiamo la fatalità
    della morte e della vita che
    solo
    l’uomo non può
    fuggire.

    Dannatamente esigiamo un
    riscatto. E il progresso e la materia
    e l’Io ci avvolgono dolcemente
    senza un diritto forse conquistato
    con le sante mani e le vecchie pietre e i nuovi scudi.

    Un tempo molti Dei ci consolavano
    e ci limitavamo ad adorarli,
    a vivere del loro pane e del loro vino
    Oggi ciechi nella solitudine aspettiamo
    al centro del mondo
    portando noi la croce
    e diventando il senso della terra.

    E dunque l’uomo tenta di superare ogni sacro limite
    il limite della legge
    il limite della natura
    il proprio limite
    come un bambino impaziente ed impaurito
    che senza nessuna guida cresce e impara.

    Forse, domani capiremo che
    non esiste confine all’azione e al pensiero
    e sarà allora che deporremo la speranza,
    perché così come quando il piccolo si sviluppa e apprende
    supera il padre e la madre,
    il mondo nuovo supererà quello vecchio e nel corso del tempo
    nulla avrà importanza fuorché l’Uomo
    e gli antichi valori giaceranno dimenticati.

  4. Marinoni Veronica ha detto:

    I stasimo dell’Antigone
    Testo creativo

    1 E ancora oggi la più impressionante
    delle creature che abitano questo mondo
    è l’uomo: ancora solca i mari,
    ma le sue imbarcazioni sono sempre più veloci,
    5 più grandi, più resistenti; ancora sfrutta la terra,
    ma prendendo da essa tutto il possibile
    per costruire, per produrre energia, disposto a manipolare
    la natura stessa, per raggiungere quell’ideale di vita
    10 lontano dal semplice sopravvivere.

    11 Ancora domina sugli animali,
    pratica la caccia, la pesca, affinando le tecniche,
    talvolta sentendosi in colpa per la propria superiorità;
    allora decide di proteggere gli altri viventi,
    15 li allontana da sé, non si ciba più delle carni degli animali.
    E tutto ciò per la sua grande ma volubile mente.
    Oggi ha sostituito le bestie da soma con macchine più potenti,
    che lui stesso ha creato. Ancora doma cavalli,
    addomestica le più varie specie.
    20 Studia, osserva la vita e cerca i propri limiti.

    21 Ancora sono la parola, il pensiero
    e la propensione a creare società organizzate
    a contraddistinguerlo maggiormente:
    grazie alla parola ha tramandato quanto ha appreso
    25 attraverso un infinito patrimonio di pagine scritte,
    esprime i propri pareri. Il pensiero lo rende libero.
    Grazie alla società ha accresciuto il suo ingegno
    ha trovato soluzioni ad innumerevoli problemi,
    tranne a quello per lui più grande:
    30 la morte.

    31 Ancora l’uomo si eleva sopra tutti viventi
    per la capacità di creare opere d’arte,
    che allietano la sua vita, oscurata dalla continua
    minaccia della morte. Però talora
    35 il senso di precarietà che lo affligge
    lo spinge a superare i confini che nonostante tutto
    la natura ha imposto anche per lui:
    prova a clonare la vita, a crearla dal nulla,
    esplora l’universo per trovare il perché del suo esistere;
    40 nello stesso tempo si interroga su cosa è bene e cosa è male.

  5. Cecilia Pandini ha detto:

    Monologo teatrale rielaborazione del primo stasimo dell’ Antigone

    Molte meraviglie ci sono nel mondo, ma nessuna è pari… all’ UOMO
    Sì, perché l’uomo sa fare tutto.
    Quando il vento del Sud soffia in tempesta, egli varca il mare bianco di schiuma e penetra fra i gorghi ribollenti.
    Fa fare alla Terra tutto quel che gli pare… Un giorno si sveglia e vuole un pomodoro viola? E che problema c’è?! Ha inventato gli OGM.
    E gli uccelli, gli uccelli spensierati, gli animali selvatici, i pesci che popolano il mare, tutti li cattura , nelle insidie delle sue reti ritorte.
    Eeeeeeh, l’uomo pieno di ingegno!
    Ha imparato anche, ma che dico anche, persino! a parlare! (anche se a volte dovrebbe stare zitto), e anche il pensiero veloce come il vento (talmente veloce che a volte sembra che non ci sia) e l’impegno civile.
    È pieno di risorse, l’uomo! Mai sprovvisto e impreparato di fronte a ciò che lo attende, scopritore di rimedi a mali i-r-r-i-m-e-d-i-a-b-i-l-i!
    Per il momento gli e sfuggito un piccolo dettaglio, di secondaria importanza…. la morte. Va bhè! pazienza! visto che ormai si crede capace di tutto, troverà rimedio anche a questo.
    Ma, comunque, dicevamo…
    L’ UOMO padrone assoluto dei sottili segreti della tecnica, può fare il bene quanto… Il male.
    Già.
    Se rispetta le leggi del suo paese e la giustizia morale, nella città e nel mondo sarà considerato grande; ma sarà cacciato se per arroganza lascerà che il male lo contamini. Spero che un simile individuo non si accosti al mio focolare, e che non condivida mai i miei pensieri.

  6. Margherita Longoni ha detto:

    Questo coro dell’Antigone è famosissimo e può essere considerato molto attuale ancora oggi. Perché?
    È un elogio dell’uomo, che esprime stupore e anche timore per la sua capacità di andare al di là dei limiti fissati dalla natura. Oggi come ieri l’uomo riflette sui propri progressi e le proprie scoperte, è insito nella sua natura fare ciò.
    Oggi quella nave in grado di solcare perfino i mari in tempesta, che consentì all’uomo di percorrere distanze mai esplorate, è stata rimpiazzata dall’aereo e, chissà, fra qualche decennio avremo perfino il teletrasporto. L’aratro, attraverso il quale l’uomo ha cominciato a praticare l’agricoltura, è stato sostituito da macchinari moderni e tecnologicament avanzati.
    L’essere umano, che per millenni ha basato il proprio sostentamento su caccia e pesca, oggi attraverso le biotecnologie manipolando il DNA, ottiene ciò di cui ha bisogno e considera quelle che un tempo erano attività essenziali, sempliece sport e divertimento.
    Oggi una parola pronunciata a Lodi arriva all’istante dall’altra parte del mondo correndo all’interno di fili o trasportata da onde elettromagnetiche; le nostre case sono dotate di ogni comodità, sono ben riscaldate d’inverno e fresche d’estate. Ci sono stati notevoli progressi nel campo della medicina che hanno permesso di debellare numerose malattie. Vivremo più di cento anni, ma in ogni caso non sfuggiremo alla morte.
    Nonostante tutti i progressi, che continueranno ad esserci, la natura dell’uomo resta immutata, al tempo di Sofocle come oggi: solo l’uomo che si comporterà in modo onesto e secondo giustizia verrà stimato degno di chiamarsi ‘uomo’. Il futuro è nelle nostre mani, sta a noi orientarlo verso il bene oppure verso il male. Nulla è cambiato su questo punto.

  7. Nadia Garibaldi ha detto:

    Ci sono moltissime cose ammirevoli in natura, ma nessuna potrà mai essere meravigliosa quanto l’uomo, il quale si muove sulla terra ad estrema velocità, e così nell’aria, sull’acqua e sotto di essa, senza mai fermarsi e con cocciutaggine sempre maggiore; popola le città in fermento, e le tranquille campagne, dedicandosi alle più disparate attività, e ricercando in ciascuna di esse qualsiasi possibilità di progresso…

    In aggiunta a ciò, tutto ciò che esiste, che siano elementi naturali o da lui creati, sottosta a lui, essere dotato di grande intelletto ed acutezza, e soprattutto di ragione, sviluppata in lui più che in ogni vivente che popola la terra: grazie ad essa, egli è riuscito a varcare limiti impensabili. Chi, millenni fa, avrebbe mai immaginato che un giorno i suoi discendenti avrebbero volato, o sarebbero passati attraverso le montagne, avrebbero creato edifici di impensabile altezza e molto altro?

    Nonostante dunque abbia ancora molto da imparare, l’uomo ha iniziato a carpire tutti i segreti più profondi dell’esistenza, ed a sfruttare tutte le risorse che l’ambiente gli offre per migliorare la qualità della propria vita. Oggi in particolare, è possibile, in un modo o nell’altro raggiungere qualsiasi obiettivo, liberarsi degli ostacoli. L’unica scoglio che non è ancora stato, né probabilmente sarà mai vinto, è la morte.
    Certamente i farmaci possono guarire morbi un tempo considerati incurabili e ritardarla, eppure è una fine certa per chiunque.

    “Gli unici esseri felici sono coloro che non devono fronteggiare la morte, ossia gli dei”. Il pensiero antico è dunque esplicito in proposito: ovviamente il genere umano porta all’aggregazione degli individui, oltre alla formazione di legami affettivi o di contatti di altro tipo fra di essi, tuttavia probabilmente solo un numero esiguo di uomini rifiuterebbe di elevarsi al di sopra di tutti gli altri e di rinunciare ai propri cari per l’immortalità.
    È proprio a causa di questo attaccamento alla vita che l’uomo si dedica al progresso in ogni campo, progresso che fornisce una speranza seppur minima di longevità.

    Nessuno però può prevedere quale sia il fine di tale evoluzione: c’è di sicuro chi approfitterebbe delle scoperte per scopi personali, non avendo il bene come obiettivo.
    Alcuni pensano anche che il progresso sia contro natura, dunque che sia scorretto oltrepassare i limiti imposti da una forza divina superiore.
    Come comportarsi quindi? È giusto che l’uomo sia padrone della conoscenza? Il suo ingegno porterà ad un’elevazione della sua specie oppure alla distruzione di sé stesso e di tutto ciò che esiste?
    A parer mio, solo chi ha scopi benefici può considerarsi saggio, e stolto è chi sfrutta la propria sapienza per compiere il male e induce la mente altrui allo stesso atteggiamento.
    Perciò, come dice Sofocle, “ non abiti il mio focolare né pensi come me chi agisce così”.

  8. Deborah Malusardi ha detto:

    Il primo stasimo dell’Antigone è un testo molto attuale perché tratta temi che possono essere inseriti in un contesto moderno a noi familiare: la supremazia dell’uomo su ciò che lo circonda e la necessaria presenza di leggi giuste che impongano all’uomo dei limiti.
    Sofocle elogia l’essere umano descrivendolo come la più mirabile delle creature che, attraverso la forza dell’ingegno, è spinta a dominare su ogni cosa.
    Ma proprio perché dotato di un tale ingegno l’uomo è spinto sia compire il bene sia a compiere il male; solo seguendo delle leggi basate sulla giustizia e sui valori morali l’uomo può aspirare alla grandezza.
    Ma la legge a cui si deve attenere l’uomo non sempre è rispettata o condivisa da tutti, e, come accade nell’Antigone, può accadere che si venga a creare una discrepanza fra legge morale e legge civile.
    Questa contrapposizione fra le due leggi è originata dalla diversa idea di moralità presente in ogni uomo, e accade dunque che alcune persone ritengano la legge positiva contraria ai loro valori morali.
    Questo contrasto fra legge e morale lo si può trovare, per esempio, nella questione riguardante l’aborto. La legislazione attuale consente l’aborto e ciò viene visto da molte persone come un’offesa alla morale e un vero e proprio delitto; dunque la stessa legge viene considerata sbagliata perché permette una tale pratica.
    Sono molti altri i casi che provocano intense riflessioni sul comportamento umano e su quale siano i limiti da imporre a tale comportamento; più la società progredisce e aumenta la propria conoscenza il livello di questo limite sale e alcuni comportamenti che in passato erano considerati immorali diventano parte integrante della società.
    Forse tra qualche decennio i problemi che oggi affliggono al nostra società non verranno più considerati di grande importanza e allora nuovi dilemmi arriveranno a sostituire quelli vecchi, ponendo una nuova serie di domande sul comportamento umano.

  9. Francesca Castagni ha detto:

    L’uomo può essere considerato una delle creature più affascinanti della Terra. E’ stato in grado di solcare i mari e gli oceani e di lavorare la terra, e ancora oggi sta cercando di migliorare in queste arti creando imbarcazioni sempre più grandi, più veloci e più confortevoli e migliorando nell’invenzione di macchine in grado di arare il terreno o coltivare i campi senza la supervisione dell’uomo stesso. L’uomo ha anche dimostrato di essere in grado di piegare la natura domando le fiere e addestrandole per usarle a scopi pratici. L’ingegno dell’uomo e la sua conoscenza possono essere fermati solo dalla morte. Il fatto di usare questa conoscenza e questo ingegno per il bene o per il male, dipende unicamente dalla volontà dell’uomo, è un valore etico che si inserisce nel contrasto tra le “leggi scritte” e le “leggi morali” di cui si discute nel primo stasimo dell’Antigone.
    Ai nostri giorni l’uomo cerca continuamente di vincere la natura e in qualche modo di superarla, spingendosi oltre la proprie possibilità e arrivando così a peccare di tracotanza che , secondo i Greci, veniva sempre punita dagli dei.
    Ma secondo Antigone, se l’uomo viene posto davanti a una scelta tra “leggi scritte” e “leggi non scritte”, dovrebbe essere portato a rispettare le “leggi non scritte”quindi le leggi morali,che si basano sul rispetto della vita umana. Anche noi oggi nonostante ci siano leggi scritte, viviamo ogni giorno considerando anche quell’insieme di norme che sono raggruppate sono il nome di ETICA MORALE.

  10. Alessandra Sangregorio ha detto:

    L’uomo. L’animale che nel corso della storia si è evoluto maggiormente: è riuscito non solo a dominare gli altri animali guadagnandosi il” posto d’onore ” nella catena alimentare ma è riuscito anche a prevalere sulla natura stessa, creando strade e ponti che congiungono luoghi lontanissimi, città con ogni possibile comodità che ovviamente anno dopo anno si modernizza sempre più e altre agevolazioni come ad esempio la medicina grazie alla quale ogni genere di morbo o virus entro alcuni anni sarà possibile combattere. L’uomo l’essere più meraviglioso e interessante del mondo che, tuttavia, può rivelarsi anche il più terribile e crudele di tutti gli esseri viventi se si provoca la sua collera.
    Così in ciascuna epoca è stato definito l’uomo, naturalmente ogni periodo storico portava i suoi esempi ma la sostanza non è mai cambiata: l’uomo descrive sé stesso come una sorta di dio terreno e tutto questo solo perché con grande arroganza crede di aver DOMINATO la natura; invece io ritengo che la natura gli abbia semplicemente PERMESSO di convivere con lei. Facciamo un esempio: l’uomo costruisce un ponte per poter unire due luoghi che la natura aveva deciso di tenere separati e perciò si sente il migliore, il più intelligente e il più furbo essere vivente, poi arriva una violenta scossa di terremoto e il ponte crolla. Un altro esempio? L’uomo costruisce un’enorme diga per poter bloccare il corso di un grande fiume, in seguito, non molto lontano dalla diga comincia a erigere un’intera città pensando di essere riuscito a prendersi un posto tutto suo dove non sembrava possibile ottenerlo. Ma col passare degli anni l’acqua del fiume facendo pressione contro la diga provoca una crepa, una notte scoppia una tremenda alluvione il fiume s’ingrossa e la diga cede, la città viene rasa al suolo.
    Questi sono esempi di fatti che sono accaduti realmente almeno una volta, ma nonostante tutto l’uomo riesce ancora a sostenere la tesi della sua assoluta superiorità; come è possibile ? Io non sto sminuendo tutte le grandi opere compiute dagli esseri umani in questi millenni anzi come minuscola parte di quella categoria animale ne vado fiera; quello che non mi sembra giusto è che l’uomo si prenda gratificazioni anche per ciò che non è stato in grado di fare. Infatti credo che sia stata proprio l’arroganza umana a provocare alcune catastrofi evitabili. Ci sono limiti oltre cui l’uomo è meglio non si spinga, non dobbiamo cercare di dominare la natura perché era presente ancora prima di noi e sicuramente lo sarà anche dopo di noi, ma se imparassimo semplicemente a conviverci forse potremmo evitare che ci sia un “dopo di noi”.
    Tuttavia ritengo che l’uomo possegga un altro enorme difetto oltre l’arroganza ed è la crudeltà. Infatti è grazie a quest’ultima “qualità” che primeggia nella catena alimentare; anche se questa caratteristica non è emersa solo dagli scontri con altre specie animali ma anche con i suoi simili.
    In conclusione voglio semplicemente descrivere l’uomo come lo vedo io personalmente: un animale come tutti gli altri che, non sempre nel modo più corretto, è riuscito a sfruttare il suo intelletto per migliorare le sue condizioni di vita e che quando si limita ad operare, scoprire e a creare secondo le sue possibilità convivendo con il resto del mondo, fa grandi cose.

  11. Elena Bignami ha detto:

    Questo passo dell’Antigone è un elogio all’uomo, alla sua intelligenza, alle sua ragione e alle sue capacità. È straordinariamente attuale perché l’uomo in sé non è cambiato. Solo le sue conoscenze sono migliorate. Ora possiamo non solo solcare i mari, ma anche volare con gli aerei; e non ci accontentiamo della Terra, ma preferiamo scoprire nuovi pianeti; la caccia e la pesca non servono più, gli animali vengono direttamente allevati per essere destinati a diventare il nostro cibo, ed anche il semplice parlare è stato superato, noi possiamo usare mezzi più pratici come il telefono o internet. Due cose essenziali però non sono cambiate: il libero arbitrio, è sempre l’uomo che può decidere se compiere il bene o il male, e purtroppo, nonostante tutto, non siamo ancora in grado di rispettare le vite altrui e il mondo che ci circonda, e ancora oggi dovrebbero essere considerati uomini solo coloro che osservano le leggi morali; l’altro fattore immutabile è il limite della vita, che prima o poi deve sempre finire. E appunto per questo nostro limite, per il fatto che non decidiamo fino in fondo del nostro destino, io credo che non riusciremo mai con i nostri studi a svelare tutti i misteri del mondo.

  12. Elena D'Abramo ha detto:

    L’essere più meraviglioso, più intelligente, più abile, ma anche più crudele, più arrogante e più temibile sulla faccia della terra è l’uomo. Lui, affinando il proprio intelletto, nel tempo, è stato in grado di creare, modificare, clonare e di adattare al proprio tenore di vita la natura! Grazie alle sue capacità infinite l’uomo ha portato al progresso la società in cui vive; e così ha inventato macchine in grado di sostituire la forza umana, ha varcato i propri orizzonti, raggiungendo perfino la luna, ha istituito leggi utili alla propria cittadinanza, ha trovato rimedi a malattie incurabili e ha anche causato guerre e mali che si riversano sui propri generi: insomma ha superato i proprio limiti!Solo a una cosa però questo Meraviglioso Essere non può sottrarsi: alla morte. Può cercare di domare la natura e di prevedere/prevenire il futuro ma non riuscirà mai a sottrarsi al proprio crudele destino.

  13. Erica Cerri ha detto:

    ANTIGONE, I STASIMO

    L’uomo è una creatura nello stesso tempo meravigliosa e terribile, infatti può utilizzare le proprie enormi capacità sia per compiere il bene che per compiere il male.
    Oggi l’uomo cerca di rendere sempre migliore la propria vita e di conoscere tutto ciò che lo circonda, compreso l’universo; per questi motivi, eccellendo in tutte le discipline e le arti, compie ricerche in ogni campo, le quali spesso lo portano a scoprire cose nuove o a inventarne altre. Per esempio, costruisce abitazioni e città con criteri architettonici sempre più evoluti per rendere confortevole la propria vita; ha trovato il modo di mettersi in comunicazione in qualunque momento con persone che vivono dall’altra parte del mondo; ha trovato cure efficaci per alcune delle malattie più gravi e arriva addirittura a manipolare la vita e la natura in favore dei propri interessi, così fa nascere bambini che forse non lo farebbero mai, modifica il territorio geografico per i propri scopi, scava miniere, ed esplora l’universo. Tuttavia, proprio in virtù dei propri interessi, talvolta esagera e utilizza le proprie straordinarie capacità in maniera sbagliata, senza preoccuparsi degli altri o delle conseguenze delle sue azioni; in questo modo l’uomo da meraviglioso diventa terribile, perché anziché compiere il bene, compie il male.
    Per evitare questa situazione, dovrebbe crearsi una coscienza personale, ispirata alle leggi create da lui stesso, ma anche a quelle della morale e della religione, le cosiddette leggi non scritte, per appellarsi ad essa ogni volta che sta per compiere un’azione o prendere una decisione importante.
    Tuttavia esiste un limite che l’uomo non potrà mai superare, nonostante spesso riesca a ritardarla: la morte, ossia la caratteristica principale che lo rende uomo e non Dio.

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